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Chiedete ad una donna delle opinioni sui capelli maschili. Con un 73% delle possibilità vi darà che li preferisce brizzolati e assumerà un’espressione di orrore al solo pensiero di una chioma maschile tinta.
Tuttavia, per quanto sia facile intercettare giudizi negativi sulle chiome colorate, quelle cangianti e compatte, circa il 18 per cento degli italiani si ritocca il colore dei capelli.  In America, nonostante la capigliatura sale e pepe di Obama e i tweet amorosi della sua compagna Michelle (“Amo i tuoi capelli grigi”) il mercato della colorazione maschile è cresciuto del 24 per cento.

Tutto merito delle nuove generazioni di colorazioni professionali che ben si distaccano dall’ “effetto casco” delle prime tinture fai da te, che ancora oggi (purtroppo) si possono trovare nei supermercati.

Attualmente il mondo beauty offre un’infinita possibilità per quanto riguarda la colorazione maschile il cui unico imperativo è “ringiovanire, non cadere nel ridicolo”. Tonalità naturali, scelte tono su tono su base cenere e tonalizzanti che invece di coprire omogeneamente e indistintamente tutti i capelli, scuriscono solo di un tono i fili bianchi e grigi fanno della tinta satura degli anni passati un brutto ricordo.

E per i più esigenti, esistono anche le “méches al contrario” ovvero schiariture che creano un effetto “beach”, di capelli baciati dal sole, molto glamour.

(Immagine Jean Louis David)